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L'eroismo di Marco Attilio Regolo


L'episodio si svolge durante la prima (delle tre) guerra punica, che vide Roma e Cartagine contendersi la supremazia nel Mediterraneo.

Il nostro eroe è Marco Attilio Regolo, comandante delle legioni romane durante la prima parte della guerra. La storia è narrata da Livio (Storie, XVIII), Orazio (Odi, III, 5), Cicerone e Seneca.

Regolo, che all'epoca era console, aveva co-guidato, insieme all'altro console, Lucio Manlio Vulsone Longo, la flotta romana contro quella cartaginese nella battaglia di Capo Ecnomo (al largo della costa meridionale della Sicilia), in quello che Polibio definisce il più grande scontro navale dell'antichità. Ben 340 navi romane e 140.000 soldati affrontarono 350 navi cartaginesi con 150.000 soldati.

I Romani sconfissero il nemico, il che permise infine a Regolo di portare la guerra sul suolo cartaginese sbarcando le sue truppe a Clupea (l'odierna Kélibia in Tunisia).

Purtroppo, Regolo non attese i rinforzi, forse temendo che il Senato romano avrebbe effettivamente chiesto la pace, visti gli ingenti costi umani ed economici della guerra, e fu sconfitto e catturato dai Cartaginesi.

Alla fine – e qui inizia la leggenda – fu rimandato a Roma per negoziare un trattato di pace, promettendo di tornare a Cartagine se avesse fallito nella sua missione. Una volta a Roma, tuttavia, Regolo riferì che durante la sua prigionia aveva osservato quanto fosse indebolito l'esercito cartaginese e, inoltre, che vi erano significativi conflitti politici interni. Era giunto il momento di sconfiggere definitivamente il nemico, non di accettare la pace, raccomandò al Senato.

Dopo questo, incredibilmente, Regolo lasciò Roma nonostante le suppliche di familiari e amici e tornò a Cartagine come promesso, dove fu sottoposto a tortura (gli furono rimosse le palpebre) e ucciso, rinchiuso in una botte con chiodi all'interno, che fu rotolata giù per una collina. Seneca però non ha confermato questa versione dei fatti, ha raccontato invece che Regolo morì crocifisso.

In ogni caso, ritroviamo ancora una volta i temi del patriottismo, del coraggio e dell'onore: una volta che un romano dà la sua parola, la manterrà a prescindere da tutto, anche a costo di un estremo sacrificio personale. Detto questo, la storia vera è più probabile che Regolo sia stato lasciato morire di fame dopo la sua cattura.

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