Immagina di avere diciassette anni. È sera, sei in camera tua. Fuori il mondo sembra confuso: crisi, discussioni politiche, gente che litiga su chi abbia ragione. Non è molto diverso da oggi. Adesso prova a fare un salto indietro di un secolo, nell’Italia degli anni ’20. Ti chiami Luca. Vivi in una città italiana qualunque. La guerra è finita da poco, ma tutti parlano di povertà, disoccupazione, scioperi, paura del futuro. I grandi sembrano arrabbiati o disillusi. Un giorno tuo padre ti porta in piazza. C’è una folla enorme. Migliaia di persone guardano verso un balcone. Poi compare un uomo. Silenzio improvviso. È Benito Mussolini . Sta fermo per qualche secondo. Non parla subito. Guarda la folla come se volesse misurarla. Poi inizia. La voce è potente. Le frasi sono brevi, quasi martellanti. “L’Italia tornerà grande.” “L’ordine sostituirà il caos.” “Il popolo sarà forte.” La gente applaude. Alcuni gridano il suo nome. Intorno a te senti entusiasmo, speranza, energia...
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